Mangialardi ci ha accusato di gettare “
il fumo negli occhi” di quei cittadini che sono coinvolti, loro malgrado, nell’
affare complanare; come a dire che solo lui è il paladino difensore dei loro diritti, che rischiano di essere compromessi dai tentativi di
strumentalizzazione di quanti tentano solo di accaparrare qualche voto.
Non so cosa abbiano detto a quei cittadini gli altri candidati a Sindaco, per quanto mi riguarda ho prospettato una linea di buona e corretta amministrazione che è la stessa che chiedo di adottare a Mangialardi.
Alcune
premesse sono però necessarie.
La prima consiste nel suggerimento che mi permetto di dare all’Assessore uscente di
evitare giudizi sui comportamenti degli avversari e, semmai, di entrare nel merito delle proposte che vengono avanzate.
La seconda, collegata strettamente alla prima, è quella che deve essere detto, da parte dell’Assessore uscente,
se accetta le regole della democrazia in base alle quali è corretto accettare che altri possano aspirare ad occupare quello scranno di Sindaco che lui considera già suo non si sa bene in base a quale bolla o editto.
La terza e ultima mi consente di stigmatizzare il comportamento di una
Amministrazione che in una vicenda complessa come quella della complanare,
non tutela i propri cittadini, anche se strenuamente ostili, e non è presente con propri uomini e tecnici nel momento in cui quegli stessi cittadini devono confrontarsi con chi vuole entrare nelle loro proprietà ed è evidente la sproporzione di forze in campo. Ai non coinvolti nella complanare dico: state attenti perché se una Amministrazione oggi è capace di comportarsi così, può benissimo ripetersi.
Detto questo vengo alle
proposte che ho fatto ai cittadini e che ripeto a Mangialardi.
E’ necessario che
l’Amministrazione controlli con propri tecnici, in ogni fase,
la regolarità delle operazioni che vengono svolte dalle ditte che devono realizzare la complanare, e ogni volta che venissero riscontrate delle irregolarità, anche le più piccole, rispetto al progetto, il Sindaco deve intervenire con la emanazione di apposite ordinanze di sospensione delle procedure irregolari con obbligo di ripristino della legalità e della perfetta corrispondenza tra progetto ed azione sul campo.
Questo doveva essere stato fatto nei giorni scorsi in almeno due occasioni: quella nella quale è stata l’Amministrazione stessa a riconoscere che
la questione degli indennizzi non è conclusa e allora non si fa procedere alcuno nei lavori finché questo problema non è risolto, e quella in cui si è verificato che al momento dell’immissione in possesso di alcune aree non c’era corrispondenza tra la realtà e la confinazione prevista nelle carte.
In questi casi i cittadini interessati, completamente
abbandonati a se stessi, hanno dovuto misurarsi in prima persona con la ditta espropriante, nel primo caso, e con i tecnici di controparte nel secondo.
Mi chiedo se tutto questo sia corretto e giusto.
di Primo Gazzetti
Candidato a sindaco
UDC – Lista Gazzetti - PRI